Trinit
Gatto Nardo
      
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La distruzione di Troia
Cum Graeci post decem annorum bellum animadverterunt urbem armis capi non posse et milites fessos diuturnis laboribus et proeliis in patriam regredi cupere,
statuerunt Troiam dolo capere. Qua re Ulixes, omnium Graecorum callidissimus, hanc orationem militibus habuit: - Iam diu frustra circa Troiam pugnavimus, omnia incendio afficiemus, neminem civium mortem effugere patiemur; tandem omnes Troiani Graecorum opera(opera è ablativo) morientur et magnam laudem nobis pariet victoria-. Rerum scriptores memoriae tradunt Graecos Ulixis consilio ligneum equum aedificavisse quo in urbem Troiam ingressi sunt. Scimus autem Aeneam et eius patrem mortem vitavisse cum paucis civibus, qui ex urbe incensa(incensa è ablativo) fugerunt.
I Greci quando capirono dopo dieci anni di guerra che la città non poteva essere presa con le armi e che i soldati stanchi desideravano in patria per le durature fatiche e combattimenti, decisero di prendere troia con l'inganno. Per tale motivo Ulisse, il più furbo di tutti i greci, ebbe ai soldati questa orazione: già inutilmente abbiamo combattuto vicino a troia, distruggemmo tutte le cose con l'incendio consentiremo che nessuno dei cittadini sfugga alla la morte, tuttavia tutti i troiani moriranno per l'opera dei greci e a noi la vittoria ci procurerà una grande lode. Gli storici tramandano che i greci per consiglio di Ulisse abbiano costruito un cavallo di legno con cui entrarono a troia. Sappiamo tuttavia che Enea e suo padre abbiano evitato con pochi cittadini la morte, perchè fuggirono dalla città incendiata
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| 01-27-2010 04:18 PM |
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